Tipologia delle calzature

Decolleté
Il termine décolleté deriva dalla lingua francese ed indica la porzione di pelle lasciata scoperta dalla scollatura e, riferito alle scarpe, rappresenta quella tipologia con scollature sul dorso del piede. Questi modelli avvolgono il piede non lasciandone scoperte altre parti oltre al collo e, di norma, non posseggono né lacci né cinturini. Oggi vengono proposte con tacchi di varia tipologia e diverse altezza, seppur, all'inizio della loro comparsa, agli inizi del 1800, presentavano un tacco piuttosto basso e largo e solo in seguito, agli inizi degli anni 20, hanno assunto un look più elegante e raffinato con tacchi più sottili ed alti. La scollatura può essere a U, variabilmente aperta o chiusa, arrotondata o a cuore. Un famoso modello di decolletè è il décolleté chanel che prende il nome da una delle madri della moda mondiale, Coco Chanel. Nonostante le décolleté chanel siano state create il secolo scorso, oggi continuano a rappresentare il top della raffinatezza e dell'eleganza e per questo vengono scelte come calzature da principesse e first lady in visita ufficiale e durante le cerimonie di stato. Lo stile elegante e raffinato delle scarpe décolleté le rendono perfette per ogni occasione, indossate con disinvoltura in ogni momento della giornata con un abbinamento informale e casual oppure abbinate ad un look più elegante come un tailleur o una gonna.


 




Francesine

Le francesine vengono da lontano, infatti erano le scarpe delle dame francesi nel periodo antecedente la rivoluzione. Sono calzature caratterizzate dalla tomaia aperta e dalle stringhe che si chiudono sul collo del piede. Sono state lanciate sul mercato in tantissimi modelli e tessuti, altissime o con tacco medio, in camoscio, ma anche in pelle o in vernice, si portano con tutto, da un pantalone nero classico, ai jeans per occasioni più informali ma anche con gonne e vestitini di solito con una calza nera coprente per far risaltare le gambe.





Stivale

Nati come calzature prevalentemente maschili, gli stivali incominciano ad affermarsi presso il pubblico femminile nell'ottocento. I primi stivali donna arrivano all'altezza del polpaccio, hanno i lacci e la punta arrotondata, il tacco è appena accennato. Con il nuovo secolo la donna si appropria degli stivali, inizia la loro produzione a livello industriale, le linee sono più femminili, il tacco si alza e la punta si assottiglia. Ma è con gli anni sessanta che gli stivali cessano di essere dei semplici accessori per diventare degli elementi fondamentali dell'abbigliamento. E questo grazie soprattutto ad un'altra rivoluzionaria invenzione: la minigonna. Con le gonne sempre più corte, gli stilisti sentono l'esigenza di allungare le calzature, i nuovi stivali sono alti fin sopra il ginocchio (Jane Fonda nel film “Barbarella” sarà l'emblema di questa nuova tendenza), hanno la zip laterale che permette di renderli aderenti alla gamba, sono rigorosamente neri o marroni, i tacchi sono squadrati e non troppo alti. All'inizio degli anni settanta lo sviluppo degli stivali è tale che molti modelli fanno tendenza: dagli stivaletti alla caviglia agli stivali inguinali; tutto è lecito, l'importante è stupire. Sono le zeppe o zattere a dettare legge in questo periodo, e anche gli stivali acquistano qualche centimetro di tacco sia davanti che dietro. Gli anni ottanta vedono il ridimensionarsi delle stravaganze degli anni precedenti, gli stivali ritornano normali, perdono la zip e si allargano sulla gamba per far passare la caviglia. Alcuni hanno del materiale rigido per rinforzare la gamba, sono gli stivali a tubo, altri sono morbidi e pieghevoli spesso in camoscio. Parallelamente si sviluppa la tendenza dello stivale unisex. Quelli che sono gli stivali da lavoro e gli anfibi militari entrano a far parte dell'abbigliamento di parecchi gruppi giovanili, primo tra tutti i punk.





Mocassini

Nato fra gli indiani del Nordamerica con una suola flessibilissima, il mocassino è una calzatura piuttosto informale, morbida e leggera. La versione americana il College, risale agli anni Venti, e quando apparve gli amanti della tradizionale scarpa stringata pensarono che si trattasse di una scarpa da casa indossata per sbaglio fuori, in realtà divenne, in poco tempo, molto popolare e non solo fra gli studenti universitari americani. A sdoganare il mocassino fu Fred Astaire adottando i mocassini per ballare il tip tap e persino, quasi provocatoriamente, con il frac. Il modello più pregiato è il loafer cucito a guardolo (particolare cucitura a mano in cui una striscia sottile di cuoio viene applicata esternamente tra la tomaia, la parte superiore della scarpa, e la suola), liscio o con le nappe. Quello sfoderato, invece il penny loafer, in nero o in bordeaux, è rimasto invariato dal suo esordio. Il suo nome? Deriva dall'abitudine degli studenti di Ivy League, negli anni Sessanta, di nascondere un penny nella linguetta. È solo dopo la seconda guerra mondiale che i calzolai italiani si ispirano alla nuova scarpa americana per creare un nuovo modello da uomo, molto più consono alla nuova linea della sartoria italiana soprattutto per i leggeri abiti estivi. Nell'ultimo ventennio stilisti e produttori hanno rivisitato il modello dei mocassini classici e lo hanno riproposto in forme nuove, con tacco e frange, con fantasiose varianti sui tessuti, da quelli sintetici alla pelle di pitone e con aggiunte decorative. Il mocassino è diventato così emblema non solo di moda casual e informale, ma anche di eleganza, di classe di buon gusto e di raffinatezza di uomini e donne.





Derby

Le Derby prendono il nome da un generale prussiano, Gebhard Leberecht von Blücher, che le volle per il suo esercito. In seguito, le armate di tutta Europa le indossarono e intorno al 1850 diventarono molto di moda come scarpe sportive da uomo. E' l'esatto contrario della Oxford, perché i gambetti sono cuciti sopra la mascherina, che fa corpo unico con la linguetta. La Derby può essere realizzata sia nella versione liscia sia in quella decorata e, a seconda della scelta, può adattarsi a occasioni eleganti o sportive. I modelli Derby, tuttavia, hanno in genere un tono più sportivo. Esiste anche una variante Derby senza stringhe, con allacciatura laterale a fibbia, molto elegante. Tratto caratteristico della scarpa Derby è l'allacciatura aperta; le diverse varianti vanno da due a cinque asole. La classica Derby viene proposta con la mascherina anteriore liscia, in versione semi-brogue traforata e dritta e in versione full-brouge con gambetti. Il modello Derby è l'ideale per gli amanti delle calzature a pianta larga e per chi ha il collo più alto della media infatti grazie all'allacciatura aperta il piede si infila più facilmente ed inoltre la distanza tra i due gambetti dove si infilano le stringhe può essere regolata più efficacemente.





Oxford

Derivano dall'oxonian, uno stivaletto corto con aperture sui lati in voga all'università di Oxford. Variano nella lavorazione ornamentale sulla punta con forellini, cuciture ricurve, talvolta anche frange. E' la classica calzatura maschile per eccellenza, caratterizzata da allacciatura chiusa (questo significa che i gambetti sono cuciti sotto la mascherina e si richiudono sopra ad una striscia di cuoio che si trova sotto l'allacciatura stessa). Questo tipo di chiusura, donando al piede un aspetto maggiormente raccolto, è considerato molto elegante. Ogni uomo dovrebbe possederne un paio nel proprio guardaroba. Ideale per le occasioni formali, celebrazioni e con cravatta nera.





Monk Strap

Secondo alcune fonti, l'origine della monk strap (ovvero la scarpa con la fibbia) è riconducibile alle calzature indossate dai cavallerizzi, nel diciottesimo secolo. Gli stivali da cavallo, infatti, possedevano spesso – e lo fanno tuttora – delle fibbie attraverso le quali gli speroni  venivano fissati alla calzatura . Questo accessorio sarebbe così entrato a far parte del disegno delle scarpe e di qui, con il tempo,  è divenuto un elemento caratterizzante dei modelli maschili classici. Le Monk Strap costituiscono una originale via di mezzo tra la scarpa formale stringata ed il più sportivo mocassino. È consigliabile indossarle con pantalone aderente e stretto in fondo. Proprio per questa loro sintonia con le linee asciutte, le scarpe con la fibbia sono tornate particolarmente in auge negli ultimi anni, specie nella loro variante a doppia fibbia.





Duilio

Scarpa da uomo molto classica, caratterizzata dal pellami corposi e rigidi, spesso lucidati a puntino. Tipico il decoro a forellini, direttamente dalle Brogue, ma “chiusa” come le Oxford. Sia quest'ultima che la sorella, qui presentata, Duilio si riconoscono da un dettaglio molto preciso: i due lembi di pelle che ospitano le file di occhielli sono cuciti del tutto alla calzatura, tranne appunto la fessura dei lacci. In questo modo si ha una calzatura formalissima ma di carattere. Altri segni distintivi: la punta è solitamente ovale o a mandorla, delimitata a captoe lineare, non a coda i rondine (come le brogue invece), il tallone e la tomaia centrale delimitate in modo netto da cuciture e decori a foro. Per me il massimo si ottiene con le calde nuances del castagna o testa di moro, che danno profondità e risalto al traforo, nere perdono fascino e carisma. Ottime con il tweed e tessuti di lana importanti e in tinte insolite (amaranto, verde bottiglia, navy).





Brogue

Calzatura di origini scozzesi, nasce come evoluzione “odierna” delle scarpe tradizionali di questa nazione. Il tratto distintivo è la decorazione fiorata a “coda di rondine” in punta, e molto “rustica” nelle forme, piene e non slanciate. La suola è spessa, in cuoio o gomma, e in questo modello vediamo le alette degli occhielli non cucite nel lato basso, quindi “libere” di allargare la calzata e renderla forse “più easy” e comoda. Perfetta per look casual, sportivi e per avvicinarsi a velluti millerighe, fustagni in colori insoliti ma naturali.





Legato

Il modello detto Legato si colloca stilisticamente a metà strada tra la Oxford e la Brogue. Se ella prima prende la forma più snella e formale, resta sempre meno elegante ma mai rustica quanto la Brogue classica. La punzonatira a forellini è presente, ma difficilemente in modo massiccio e anche qui abbiamo le alette libere. Per indecisi :D. (differisce dal Duilio per le alette libere)





Spectator

La scarpa allacciata bicolore! Molto spiritosa, chiassosa anche, se vogliamo, spesso la vediamo in bianco e nero, in navy/panna, rossa e beige... Decisamente non formale, a tratti sfacciata è ottima per attirare l'attenzione: se è facile trovarla nel classico vitello spazzolato, non mancano le versioni i vernice. Si accompagna talvolta a decori sportivi come nappine sui lacci, frange. Famosissima la sua versione da golf. Le parti colorare sono, solitamente,  tallone e “coda di rondine” della punta. Le alette possono essere chiuse o aperte. É ammesso un tacco di spessore (altezza) maggiore alla norma, come pure un tacco bassissimo.





Burford

Altro mix: qui uniamo la comodità della Derby e la linea formale della Oxford. Solitamente le troviamo solo nei colori scuri poichè vogliono essere l'alternativa formale alla Derby (per chi ha il collo del piede alto) senza scendere nello sportivo. Ottima in ufficio, ma solo lì. (una Legato senza forellini...)


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